Un legame
secolare, una tradizione avvincente e un esodo-odissea
senza fine per centinaia di “musicanti” dispersi
per il mondo, in cerca di fortuna, ma sempre
di ritorno al paese per riedificare e ritrasmettere
l’antica passione ai propri figli.
Oggi
memoria e nostalgia si intrecciano e sorge
vivo il proposito di recuperare, valorizzare
e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio
unico nel suo genere e, purtroppo, ancora disperso
e frammentato ed incomprensibilmente trascurato.
Oggi si tenta di recuperare siffatto patrimonio
trasformandolo in bene economico, inserendo
Viggiano in dinamiche ed itinerari di turismo
religioso, culturale, ambientale, che lo rendano
fruibile.
Con questi intenti il Comune di Viggiano
ha promosso il Concorso ed il Festival intitolati
a Leonardo De Lorenzo, per mantenere saldi
i legami di Viggiano con la sua nobile tradizione
musicale ed con i suoi tanti figli sparsi per
il mondo.
Con l’intenzione di recuperare alla memoria
dei viggianesi l’enorme patrimonio musicale
correlato alla tradizione culturale che per
circa tre secoli ha caratterizzato questo piccolo
centro della Valdagri, per iniziativa dell’Amministrazione
Comunale di Viaggiano è nato il Concorso
Internazionale di Flauto intitolato a Leonardo
De Lorenzo.
L’allestimento dell’iniziativa fu sostenuto con grande sensibilità e
notevole impegno personale dal Sindaco, dott. Vittorio Prinzi, in collaborazione
con la Pro.loco, e prese il via nel 1997 con il I° Concorso, coordinato dall’organizzazione
e dalla sapiente e dinamica direzione artistica del Maestro Gian Luca Petrucci,
- noto flautista, insegnante presso l’Accademia di S.Cecilia in Roma. Il
Concorso ha cadenza biennale e si tiene in alternativa con il Festival, dedicato
sempre a Leonardo De Lorenzo, e le manifestazioni portano a Viggiano artisti
internazionali di eccezionale rilevanza.
Il maestro Petrucci giunse a Viaggiano sulla spinta emotiva della voglia di conoscere
il luogo di origine di una figura di rilievo mondiale nel campo didattico e concertistico
dei flautisti, quale è stato il De Lorenzo, il quale ha sempre citato
il suo paese d’origine in una breve nota che esigeva fosse stampata sul
frontespizio di ogni sua pubblicazione.
Una volta giunto a Viaggiano, il maestro
Petrucci ha scoperto una vasta realtà musicale,
insospettabile in un remoto paesino del profondo meridione italiano, dove la
figura di De Lorenzo, pur rivestendo un rilievo eccezionale, era in ogni caso
solo una delle tante manifestazioni dello spirito artistico viggianese. In realtà,
da circa trecento anni, a Viggiano la musica rappresenta soprattutto un mezzo
di sopravvivenza e di riscatto sociale tramite il quale il musicista aveva l’opportunità di
diversificare la sua offerta professionale rispetto alla moltitudine di braccianti
che vedevano nel duro lavoro della terra il solo mezzo di sostentamento in queste
zone, da sempre affamate dalla miseria.
Pianoforte costruito nel 1850 da Rodolfo Salvi, attualmente di proprietà
della Sig.na Emma Vomero di Viggiano
Con la musica, quindi, i viggianesi,
partiti dal paesello natio con il loro strumento, in giro per il mondo, avevano
una possibilità di riscatto sociale che permetteva loro di accumulare
un rispettabile gruzzoletto, che in patria avrebbe permesso loro una vita agiata,
una casa ed una sicura prospettiva di lavoro per i figlioli, i quali venivano
naturalmente avviati all’arte paterna.
Tale riconoscenza la si nota ancora oggi scolpita nella pietra delle chiavi di
volta dei portali di molte case di Viggiano, in buona parte ricostruite in seguito
al terremoto che distrusse Viggiano nel 1857; vi è raffigurato lo strumento
che aveva permesso la ricostruzione e che, come disse il Vescovo Nigro, “proprio
per l’arpa, Viggiano ha mutato in casa ogni tugurio”.
Diretta
conseguenza di tanta musicalità fu il
proliferare indiscriminato di musicisti, dove
spesso fioriva un talento naturale, i quali
partivano in giro
per il mondo suonando gli strumenti tipici della tradizione viggianese e cioè l’arpa
innanzi tutto, e poi il violino e il flauto.
La gran parte di questi musicisti erano girovaghi che, suonando ad orecchio,
invadevano le piazze delle grandi città in gruppi di tre/cinque, suonando
in modo estemporaneo per strada oppure chiamati ad allietare matrimoni, feste,
ricorrenze od anche in occasione di funerali; vasta iconografia di questi gruppi
itineranti si può osservare raffigurata in molti statuine degli artistici
presepi conservati al Museo di Capodimonte a Napoli. Tra di loro quelli che
sapevano elevarsi sulla massa studiando la musica ed applicandosi con professionalità,
spesso trovavano occupazione in orchestre, anche di notevole importanza.
Nelle famiglie dei musicisti la valigia era sempre a portata di mano per destinazioni
tra le più varie e remote, e per trovare punti di riferimento in questi
paesi lontani e sconosciuti il viggianese aveva quasi sempre un “lasciapassare” che
gli garantiva appoggio ed assistenza dovunque: era il certificato di iscrizione
alla massoneria. A Viggiano aveva sede la Loggia Mario Pagano, molto importante
dopo quelle di Bari e Napoli; in un elenco degli iscritti provenienti da 18
paesi della valle, il 48% di essi erano viggianesi e di questi ben il 42% erano
musicisti,
contro solo un 4% originari di tutti gli altri Comuni. Inoltre, con il contributo
cospicuo delle sovvenzioni che giungevano dall’estero, veniva stampato
anche un giornale, intitolato “Il Ribelle”, che è tuttora
una fonte notevole di avvenimenti e cronaca cittadina.
Oggi questa notevole tradizione musicale è alquanto attenuata e spesso
misconosciuta agli stessi viggianesi.
Sopravvive ancora nel Liceo Musicale che è in
Viggiano, dove alcuni allievi vengono educati alla musica, sospinti dall’ins.
Sig.na Filomena Giammetta, flautista, la quale, insieme al maestro Mario Raja,
jazzista, compositore e sassofonista,
rappresenta la testimonianza di questo passato entusiasmante. Molte speranze
sono riposte nella divulgazione di una nuova passione musicale, stimolata da
questo nuovo interesse che si va sviluppando al seguito dei concerti commemorativi
e alle manifestazioni legate al Concorso, alimentando la speranza che riesca
a rendere la consapevolezza del passato valore e dare impulso a nuove iniziative.
D’altro canto è da valorizzare la tradizione dei costruttori
d’arpa,
iniziata da Giuseppe Bellizzia e continuata da Rodolfo Salvi; oggi è mantenuta
alta dal figlio di quest’ultimo, Vittorio, titolare della SALVI Harps,
azienda leader mondiale nella costruzione di questo strumento, e lui stesso,
insieme al fratello Alberto, grande concertista. (…con l’arpa al
collo, son viggianese / tutto il mondo è il mio paese…canta il
Parzanese).
Foto di Alberto Salvi in concerto a Chicago (clicca sulle foto per ingrandirle)
È anche da sottolineare che le famiglie De Lorenzo-Salvi
erano unite, oltre che dal comune senso artistico, anche da rapporti di parentela,
poiché la
moglie di Rodolfo, Apollonia, è sorella di Caterina, che sposa Francesco
Antonio De Lorenzo (fratello di Leonardo). Inoltre una delle figlie di quest’ultimo,
Anna, sposerà Alberto, del quale è cugino acquisito.
Per informazioni: Segreteria del Concorso
De Lorenzo c/o Comune di Viaggiano fax (39)0975
61137
MUSICISTI VIGGIANESI che hanno ricoperto ruoli
significativi nel panorama musicale mondiale:
ARPISTI
Alberto Salvi - concertista e I^ arpa al Metropolitan
di New York.
Vittorio (Victor) – concertista e costruttore
di arpe, fratello di Alberto.
Domenico Melillo – componente del Metropolitan
di New York.
Prospero Miraglia – dell’Opera
di Chicago e della Washington Synphony.
Giuseppe Pizzo – dell’Orchestra
Sinfonica di Baltimora.
Saverio Truda – solista dell’Orchestra
di Brighton – Inghilterra.
VIOLINISTI
Nicola De Lorenzo - solista e fratello di Leonardo;
Antonio Gerardi – I° violino alla
Filarmonica di New York con Toscanini;
Saverio Messina – I° violino alla
Boston Synphony per 30 anni;
Rocco Candela – insegnante al Conservatorio
di Parigi;
Nicola Reale – liutaio e concertista.
Ha donato un suo violino al Pres. Nixon;
FLAUTISTI
Giacomo Nigro – caposcuola, insegnante di De Lorenzo;
Nicola Alberti – caposcuola, solista nell’Orch. Sinfonica di Los
Angeles;
Leonardo De Lorenzo – concertista – insegnante alla Easteman School
di Rochester;
Angelo Truda – insegnante e I° flauto della Exibition Orchestra di
Wellington – Nuova Zelanda;
Vincenzo Pizzo – dell’Orchestra Sinfonica di New York;
Domenico Campiglia – della Boston Synphony Orchestra;
Balilla Argentieri – discepolo di Franceschini – I° flauto
all’Orchestra Sinfonica di New York;
Giuseppe Messina – I° flauto dell’Orchestra Sinfonica di S.
Louis;
Fausto Fiore – dell’Orchestra Sinfonica di Boston;
Michele Vita – solista, allievo di Leonardo De Lorenzo;
Vincitori del Concorso De Lorenzo –
I° premio L. 10 milioni, II premio L. 5
milioni, III premio L. 3 milioni -
I° Concorso 15/21 Sett 1997 - I° premio:
Katalin Kramarics (Ungheria)
II° premio Nicolai Popov (Russia) - III premio Silvia Bellio (Italia)
II° Concorso 12/19 Sett 1999 - I° premio
Denis Lupachev (Russia)
II° premio ex-aequo: Nikolai Jaeger (Germania) Andrea Manco (Italia)
III° premio ex-aequo: Kaori Higashida e Jun Kubo (Giappone)
Ariel Zuckermann (Israele).
BIBLIOGRAFIA:
Gian Luca PETRUCCI - Leonardo De Lorenzo - da Viggiano a Los Angeles fra tradizione
e
avanguardia - Edizioni L’Antissa – Viggiano (PZ)
Giulia Rosa CELESTE - L’Arpa popolare viggianese nelle fonti documentarie
- Ars Grafica
Villa d’Agri (PZ)