Comune di Viggiano (PZ) Italy - Via Roma,
51 - CAP 85059
Tel. 0975 61142 Fax: 0975 61137.
Altitudine: 975 s.l.m. - da Potenza 60 Km - da Napoli 180 Km
"Il paese non è grande, ma nemmeno
piccolo, l'aria ottima, pittoreschi i
dintorni; le rovine di Grumentum a pochi passi
; arpeggiamenti da per tutto
fanno di Viggiano l'Antissa della Lucania".Sono
parole di un turista
d'eccezione: Giovanni Pascoli, il quale descriveva
all'amico Carducci il
paese che lo ospitava, nell'estate del 1884,
quale commissario d'esame
presso il Convitto-Ginnasio Silvio Pellico.
E nelle poche righe del
pascoli c'è effettivamente Viggiano:
la sua storia che mosse
dall'originario centro di Grumentum, la salubrità del
clima felicemente condizionato dalla notevole
altitudine, le sue ottime caratteristiche enogastronomiche,
la sua fama di città di
musica e musicisti. Luogo ideale per
trascorrere giornate di riposo tranquille e
lontane dalla confusione, ma
anche allegre ed interessanti.
Le origini romane sono attestate dal nome patronimico
derivante dalla
famiglia gentilizia della gens Vibia, i cui
possedimenti erano
appunto "vibiani", da cui vibiano
e quindi Viggiano. L'iniziale posizione
di fondovalle venne probabilmente abbandonata
intorno al X sec. per
sfuggire alle razzie dei Saraceni che nell'872
distrussero Grumento.
Intorno al 1040, il paese cadde sotto la conquista dei normanni, ai quali
si deve la realizzazione del castello, sulla cima di una delle due vette
sulle quali è arroccato il paese, ed i cui resti sono ora visibili nel
quartiere,chiamato appunto del Castello.
Successivamente Viggiano vide i suoi territori
assegnati da Carlo D'Angiò al
feudatario Bernardo de Baume, e poi fu feudo
di Giovanni Pipino. Nel
sec. XV il paese vide la signoria dei Dentice,
dei Loffredo e dei
Sanfelice, che ancora oggi conservano notevoli
proprietà, tra cui
l'imponente Villa. I ruderi del Convento di
S. Maria La
Preta, presso il torrente Casale, testimoniano
della presenza in zona dei
monaci basiliani. A questo periodo risale anche
l'origine dell'immagine
Sacra della Madonna di Viggiano, di stile bizantino,
venerata in tutta la
Basilicata come sua protettrice. La statua
lignea della Madonna Neraè probabilmente
opera popolare dovuta allo scalpello di un
ignoto artigiano
che si ispirò alle antiche icone bizantine
introdotte in Lucania proprio dai basiliani,
che successivamente diedero
nome a tutta la regione.
Durante le incursioni saracene del XII sec.
l'immagine sacra venne nascosta
sulla sommità del Monte, cosiddetto
per antonomasia, di Viggiano, dove venne poi
rinvenuta nel secolo successivo.
Nel '600 l'originale volto della
Madonna venne collocato su una statua di Vergine
con Bambino, opera di
artisti spagnoli che si rifecero all'immagine
della Madonna di Montserrat .
Il 26 Dicembre 1891 il Capitolo Vaticano decretò l'incoronazione
della statua, che avvenne la prima domenica
dei settembre
del 1892 ad opera del
Vescovo di Marsico e Potenza, Mons. Tiberio
Durante, e che è stata
recentemente rinnovata per il centenario il
28 aprile 1991 da S.S. Giovanni
Paolo II. Il Santuario di Viggiano fu elevato
nel 1965 dal Papa Paolo VI a
basilica Pontificia, e proclamò la Madonna
Patrona e Regina delle genti Lucane. I festeggiamenti
in suo onore sono
la cerimonia religiosa più importante
della Basilicata, ed avvengono ogni anno in
occasione della
processione che accompagna la statua sulla
vetta del Monte, la prima
domenica di Maggio, e, in occasione del suo
ritorno alla Basilica, la prima
domenica di Settembre, accolta da 50.000 fedeli.
Il terremoto che colpi' la Val d'Agri nel
1857
fece numerose vittime anche
a Viggiano, che allora era uno dei centri di
maggior fermento culturale.
Questo era dovuto al patrimonio di idee e
conoscenze con le quali venivano
in contatto i suonatori viggianesi che giravano
per il mondo. Vi era un
giornale, fondato nel 1876, che non a caso
si intitolava "L'Arpa
Viggianese", ed i continui andirivieni
dei suonatori fecero di Viaggiano la
seconda Loggia Massonica del Meridione, dopo quella di Bari. I simboli
massonici sono visibili in molti portali edificati dopo la distruzione del
terremoto.
Questi musicisti autodidatti, muniti di strumenti
tra i quali al
posto d'onore figurava l'arpa portativa, abbandonavano
il paese a piccoli
gruppi e si recavano per il mondo a proporre
la loro musica, con un
repertorio che variava dalle arie più famose
del melodramma italiano, alle
già celebri canzoni napoletane, e a
lle musiche popolari lucane. A memoria
di questi suoi figli girovaghi, il Comune ha eretto il monumento di brinzo
all'arpista, oper dello scultore Pasquale
Monaco.
Oggi Viggiano è uno dei centri più vivaci della Val d'Agri, sede
della
Tenenza dei Carabinieri e di un Liceo che può vantare tra i suoi insegnanti
del passato Giovanni Pascoli; è in attività inoltre un Liceo
Musicale che
educa i giovani musicisti alla antica passione. Sulla Montagna Grande è in
funzione una stazione sciistica dotata di un rifugio ben attrezzato, due
impianti di risalita, con un campo scuola per sciatori inesperti ed un
anello di fondo, che attraversa incontaminate faggete, lungo tre Km per
chi preferisce lo sci nordico. Il sabato e la domenica numerosi turisti
provenienti dalla Campania e dalle Puglie scelgono questo angolo della
valdagri per trascorrere una giornata sulla neve e godere delle numerose
specialità gastronomiche che la zona offre.
Numerose strutture alberghiere ospitano i
villeggianti che giungono in paese in occasione
di festeggiamenti, per godere dell'aria pura
e
cristallina, effettuare escursioni nei vasti boschi ircostanti e sfuggire
alla calura che opprime d'estate le grandi
città. Un soggiorno a Viggiano
permette inoltre di visitare i resti dell'insediamento romano di Grumentum,
l'interessantissima Certosa di S. Lorenzo nella vicina Padula, effettuare
escursioni al lago di Pietra del Pertusillo, o sul Monte Volturino in
seggiovia, nel Parco del Pollino per vedere gli imponenti esemplari di
pino
loricato, tentare una arrampicata sulle scoscese pareti del Monte Alpi,
visitare a Castelmezzano le suggestive Dolomiti Lucane.
California
1954 - Moud e Leonardo De Lorenzo con
la nipote Alvina e la sua bambina
Donna Rose Fletcher
Di notevole importanza è il turismo eno-gastronomico che permette
al
turista di avvicinarsi a cibi e vini biologici prodotti artigianalmente
in
piccole realtà aziendali, ma proprio per questo, naturali e genuine.
In
accoglienti ristoranti o nelle strutture grituristiche di recente
istituzione i cibi ed i piatti della antica tradizione lucana vengono
proposti con materie prime reperite in loco e cucinate con la cura e
l'attenzione per il benessere dell'ospite, che è una antica caratteristica
della gente lucana. Come non citare le famose sopressate e salsicce che
da
questi luoghi hanno preso il nome di luganeghe, il ricercatissimo
caciocavallo podalico, ricavato da animali che vivono e si nutrono allo
stato brado, i famosi prosciutti festeggiati con una sagra sul monte
Volturino il 15 di Agosto, le verdure selvatiche, numerosissime nella
campagna circostante, i famosi fagioli di Sarconi, i peperoni di Senise,
il formaggio Canestrato di Moliterno, le mele della Valdagri. Accanto
a
questi prodotti vi sono inoltre numerose squisitezze derivanti dalle
trasformazione del latte, ovino, caprino e bovino, ed i vini locali,
numerosi e particolari.
ALBERGHI - RISTORANTI
- Hotel Kiris Case Rosse - tel. 0975 311053
- Hotel Sirio , Villa d'Agri - Tel 0975 352486
- Hotel Fontana dei Pastori - 0975 350970
- Hotel Madisan - Fondo valle dell'Agri - tel
0975 65656
Ristorante "La sopressata" Viaggiano
Ristorante "L'Osteria del Gallo" -
Villa D'Agri
Ristorante "Le querce " Viaggiano
Pizzeria "Le tre Torri" - Viggiano
Ostello della Gioventù "Theotokos"
Agriturismo Vignola
Agriturismo il Querceto
ITALMIKO - Funghi e tartufi; GAGLIARDI Rosa
- olio extra-vergine;
FORMICA Vincenzo - prodotti ovi-caprini e derivati,
grano duro, olio.